Per l’impianto della singola pianta, è importante preparare un mese prima una buca di 50x50x50 cm e lasciarla aperta fino al momento del trapianto affinché il terreno si affini, così da evitare vuoti tra radici e terreno e da favorire l’adesione delle particelle terrose alle radici. Qualora nello stesso terreno fossero stati presenti in precedenza altri alberi da frutto, si consiglia di spolverare la buca con calce viva per spegnere eventuali funghi nel terreno.
Non consiglio mai di apportare concimi al momento della messa a dimora; si può eventualmente valutare, in funzione delle caratteristiche del terreno, l’aggiunta di terriccio universale o sabbia, da amalgamare al terreno presente in loco.
Se il terreno é argilloso, consiglio di scavare una buca più profonda e porre sul fondo calcinacci o lapillo per permettere un buon drenaggio ed evitare marciumi radicali.

Stiamo parlando di frutti antichi, perciò perché non utilizzare anche nella messa a dimora un metodo antico come l’inzaffardamento? Questa tecnica riduce la traspirazione delle radici aiutando la pianta a superare lo stress del trapianto in quanto la terra entra subito in contatto con la radice.
In un recipiente contenente 40-50 lt d’acqua si sciolgono 4-5 kg di argilla, 3-4 kg di stallatico bovino o torba e 50 gr di poltiglia bordolese. Si immergono poi le piante in questa poltiglia e si procede all’impianto.

Nel posare la nuova pianta nella buca, è importante ricordare che il colletto (cioè il punto da cui partono le radici) deve essere a livello (se non più alto) del piano di campagna.
Un accorgimento per quanto riguarda i ciliegi e i peschi: le loro radici non sopportano il ristagno, perciò nel mettere a dimora le piante é consigliabile tenerle il più possibile in superficie in modo che le radici non rimangano nel terreno umido, soprattutto se questo è di natura argillosa.

Prima della posa a dimora della nuova pianta sarà opportuno accorciare le radici, tagliando anche eventuali radici rotte o con traumi; si procede inoltre alla prima potatura, accorciando i rami a partire da quelli centrali per cominciare a dare alla pianta la forma desiderata.
Le piante a radice nuda (astoni) possono essere messe a dimora dal tardo autunno fino alla primavera; quelle in vaso possono essere piantate tutto l'anno.

Non è da sottovalutare l’importanza del tutore, cioè un paletto che, legato alla piantina con tubetto di plastica, fa sì che la stessa non si muova in caso di vento.Nel periodo estivo occorre poi innaffiare con frequenza settimanale, salvo condizioni meteorologiche straordinarie.
Nel primo anno di trapianto è importante tenere mosso il terreno intorno alla pianta per evitare la crescita di infestanti e controllare la presenza di afidi.

Per chi vuole realizzare un piccolo frutteto, è utile arare, nei mesi di luglio-agosto, tutto il terreno per una profondità di 60/70 cm, concimando poi con letame ben maturo (50 q.li per 1000 mq).
A settembre si procede poi con la fresatura e successivamente al picchettamento, avendo cura di formare con l’aratro la cosiddetta “schiena d’asino”, cioè la parte rialzata di terreno dove il filare di frutti verrà poi impiantato, per evitare il formarsi di ristagni d’acqua.