Quella per le antiche varietà di frutta è una passione che ho ereditato da mio papà, Mario. Spesso mentre giro in macchina per lavoro, o mentre faccio una camminata durante le ferie, vedo un vecchio albero abbandonato a se stesso, o in fin di vita perché non è stato potato, o ancora coperto da rovi. Generalmente trovo questi vecchi alberi, che definirei “i patriarchi”, in vecchi borghi, paesini di montagna, ville padronali.

Una volta individuato l’albero, cerco di parlare con il proprietario o con le persone anziane che abitano nella zona per capire di che varietà si tratta e quali sono le caratteristiche del frutto. Chiedo poi di poter prelevare le marze, cioè i rami giovani, per riprodurre la varietà e devo dire che, in tanti anni di recupero di queste antiche varietà, difficilmente, o forse mai, mi è stata negata questa possibilità; le persone, anzi, mi ringraziano!

Altre volte le varietà da recuperare mi vengono segnalate dagli stessi proprietari, appassionati che ancora hanno in giardino una vecchia pianta da frutto.

A volte scelgo di percorrere strade che non conosco, stradine che portano a piccoli paesini, per cercare di trovare vecchie varietà; e cercare di avvicinarmi a un vecchio albero per capire di che varietà si tratti è persino rischioso perché spesso trovo scarpate coperte da rovi, ma non mi fermo, perché sento questa passione come una missione: salvare una varietà dall’estinzione e preservare così la biodiversità.